Perché la robotica a scuola?

La Rete sulla Robotica Educativa delle Scuole della Toscana

Robotica Educativa L’idea che la robotica possa svolgere una funzione educativa risale agli anni 60, quando Seymour Papert formulò la teoria chiamata “costruzionismo”, in cui dimostrò come gli artefatti tecnologici – il computer prima e il robot poi - favorissero il processo di apprendimento del discente. Con il termine “robotica educativa” oggi ci si riferisce ad attività in cui i robot o la robotica sono utilizzati in ambiti educativi formali e informali. Ci sono diversi modi in cui i robot e/o la robotica possono essere impiegati nelle attività educative: come oggetto di studio, come mezzo o strumento che facilità il trasferimento della conoscenza o, addirittura, il robot può essere utilizzato come tutor, con funzione di supervisore durante il processo di apprendimento del discente.

La Rete per la Robotica Educativa nelle Scuole considera come “robotica educativa” l’utilizzo di robot come strumento per:

  1. 1) migliorare l’insegnamento e l’apprendimento delle materie curricolari affini e non solo (anche per materie come la letteratura italiana, le lingue straniere, la filosofia o la geografia), nel rispetto degli obiettivi didattici e pedagogici di ciascuna fascia d’età;
  2. 2) favorire l’orientamento degli studenti verso il mondo della ricerca o dell’impresa nei settori tecnologico o scientifico;
  3. 3) educare e preparare le nuove generazioni agli sviluppi del progresso scientifico e tecnologico (alfabetizzazione tecnologico-scientifica, educazione a un uso responsabile della scienza e tecnologia).